Esonero Imu ad ampio raggio


È in continua evoluzione la platea dei soggetti esonerati dal pagamento del saldo Imu. A distanza di pochi giorni viene aggiornato l’elenco dei titolari di immobili che non pagheranno la seconda rata dell’imposta municipale. Questa volta, però, l’agevolazione si applica a coloro che esercitano le attività riferite ai codici Ateco, ma limitatamente ai territori regionali particolarmente colpiti dalla pandemia. 


Lo prevede il dl «Ristori 2» (dl n.149 pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n.279 di ieri) che cancella la seconda rata Imu per gli immobili destinati a grandi magazzini, empori, commercio al dettaglio di merci varie, servizi degli istituti di bellezza, agenzie matrimoniali e via dicendo, indicate nell’Allegato 2 al decreto, ubicati nei comuni delle regioni individuate con ordinanza del ministro della salute come zona rossa, in base al dpcm del 3 novembre 2020 (Lombardia, Piemonte, Valle d’Aosta e Calabria). La norma del nuovo dl «Ristori 2», ferme restando le agevolazioni già concesse con i decreti precedentemente emanati, aggiunge al lungo elenco dei beneficiari altre categorie di attività indicate nella tabella Ateco, tra le quali grandi magazzini, empori, commercio al dettaglio, agenzie matrimoniali e così via, ma questa volta l’ambito di applicazione dell’agevolazione è circoscritta alle regioni ubicate nella zona rossa ossia, come recita il dpcm 3 del novembre, «le aree del territorio nazionale, caratterizzate da uno scenario di massima gravità e da un livello di rischio alto». 


In questi comuni, per le attività elencate, non è dovuta la seconda rata Imu. Come imposto nei decreti precedentemente emanati, l’esonero dal pagamento spetta ai proprietari degli immobili, e relative pertinenze, purché gli stessi siano anche gestori delle attività.


L’abolizione della seconda rata Imu, dunque, allarga i confini. Il riferimento è sempre alle attività indicate nella tabella Ateco, come è già avvenuto per bar, ristoranti, gelaterie, pasticcerie, catering per eventi ed altre. L’articolo 9 del decreto “Ristori” (137/2020) ha disposto la cancellazione della seconda rata Imu, senza limiti territoriali, per le attività che sono state e sono ancora in sofferenza a causa della pandemia. La disposizione normativa contenuta nell’ultimo decreto, così come il citato articolo 9, stabilisce che in considerazione degli effetti connessi all’emergenza epidemiologica da Covid-19, per l’anno in corso, non è dovuta la seconda rata Imu concernente gli immobili e le relative pertinenze in cui si esercitano le attività enucleate nella tabella allegata al decreto, a condizione che i proprietari siano anche gestori. 


Quindi, presupposto essenziale è che vi sia una coincidenza tra soggetto gestore e proprietario. Il titolare dell’immobile, soggetto passivo Imu, è tutelato solo nel caso in cui lo stesso gestisca direttamente l’attività che ha diritto a fruire del trattamento agevolato. 


Infine, va ricordato che con l’articolo 177 del dl “Rilancio” (34/2020) era stata riconosciuta l’esenzione dal pagamento della prima rata Imu per gli immobili adibiti a alberghi, pensioni, stabilimenti balneari marittimi, lacuali e fluviali e stabilimenti termali. Dopo l’agevolazione è stata estesa a tutti gli immobili nei quali si svolge attività ricettiva: agriturismi, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna, colonie marine e montane, affittacamere per brevi soggiorni, case e appartamenti per vacanze, bed & breakfast, residence e campeggi. 


Con l’articolo 78 del dl «Agosto» (104/2020), poi, per le suddette attività è stata disposta la cancellazione della seconda rata. Dell’abolizione del saldo Imu fruiscono anche altri immobili, tra i quali si possono annoverare: quelli rientranti nella categoria catastale D in uso da parte di imprese esercenti attività di allestimenti di strutture espositive nell’ambito di eventi fieristici o manifestazioni; quelli destinati a spettacoli cinematografici, teatri e sale per concerti. Non pagheranno la seconda rata neppure coloro che destinano gli immobili a discoteche, sale da ballo, night-club e simili.